Secondo Josh

"C’è una guerra in corso tra bene e male: due bambini dall’inquietante ingegno si scontrano in una lotta obliqua, spiraliforme, psichedelica e ricca di accadimenti, senza porsi limiti morali e senza mai preoccuparsi di poter rovinare la vita di coloro che li circondano, ossia amichetti, genitori, criminali, poliziotti, [rabbini], personaggi stravaganti e irreparabilmente maniaci. Da una parte c’è il piccolo Josh, genio della speculazione e della manipolazione, dall’altra Marius, giovanissimo eroe che combatte i soprusi e le ingiustizie del mondo. Intorno alla loro epica battaglia prende forma un delizioso timballo di situazioni assurde, pochadesche e politicamente scorrette. Una farsa? O una rappresentazione grottesca, ma vivida, della nostra società e dell’impossibilità di comunicazione tra diverse generazioni?

Un thriller paradossale dall’impianto metaletterario e dai risvolti ineffabili. Un’esplosione di epifanie, equivoci, svagatezze, citazioni pop, allucinazioni e smarrimenti."

golem edizioni

Piccole Esistenze

"Horace Prynton è vicedirettore di una prestigiosa rivista letteraria di New York. È sposato, ha due splendidi bambini e potrebbe essere un uomo felice. Ma da un po’ di tempo Horace convive con uno spaventoso sospetto: quello di essere già stato qualcun altro, di aver già vissuto in precedenza. La sua vita di successo è turbata da continue reminiscenze, fulminei frammenti di vite già vissute, ricordi nitidi eppure inafferrabili di esistenze passate e future che appaiono all’improvviso e lo spingono a cercare il filo rosso che le ricongiunge: Amaelia, il cui viso angelico è scolpito nella sua mente fin dalla prima infanzia, la sola e unica donna che abbia mai amato ma che è sicuro di non aver mai incontrato nella sua vita attuale. Musa sfuggente e donna fatale, Amaelia richiama e tormenta Horace con infinite e opache suggestioni, costringendolo a un continuo interrogarsi sulle piccole esistenze, in apparenza insignificanti, che attraversano la sua quotidianità: individui marginali o incidentali che non possono più essere ignorati perché ciascuno di loro potrebbe ricondurlo a lei, il suo unico e grande amore eterno. Prospettive paranormali, indagine psicologica e atmosfere gotiche si intrecciano in un unicuum narrativo che esplora le mille possibilità cognitive e immaginifiche della mente umana assieme al bisogno di amore e le illusioni di eternità che l’uomo si inventa per proteggersi dall’oblio.

lanieri edizioni

Il Libro di Josh

"Solo voci, ma senza suono, come succede nei romanzi, per raccontare due storie che partono ordinarie e si trasformano in avventure paradossali, ciniche, imprevedibili. Josh è un bambino prodigio: a otto anni ha già letto l’intera opera di Dickens, sa cavarsela con le cose del mondo come e meglio dei grandi e si è già attrezzato mentalmente e moralmente per sopravvivere alla giungla della vita sfruttando con cinismo e genialità il gioco delle apparenze e le incertezze di chi gli sta intorno. Suo padre, il goffo Andrew, cerca disperatamente, stancamente di comprendere l’universo emotivo di Josh e di arginarne la tracimante, forse pericolosa fantasia. Ovviamente non sospetta che il bambino sia riuscito già a manipolarlo in tutti i modi possibili per consolidare, tra le altre cose, un vero e proprio impero del crimine. Intanto David, nevrotico e dispotico regista, si reca in ospedale per far visita all’amico Rick, autore depresso e aspirante suicida, esortandolo con suppliche e ricatti affinché concluda la sceneggiatura di una commedia già in procinto di essere messa in scena. Una pièce che racconta l’assurda storia di un bambino smaliziato e ossessionato da Dickens e di suo padre, un uomo confuso, inadeguato e spaventato…

I due piani si incontrano e si scontrano, e dietro le voci dei personaggi principali prende forma uno zoo umano sempre sul punto di esplodere o collassare in un caos di prospettive, intenzioni e fini. La realtà perde di senso affinché venga finalmente scardinata la dittatoriale forma mentis dell’omologazione, degli interessi beceri e degli automatismi più avvilenti."

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L'ombra del Lupo

"L’ombra del lupo”, così chiamava l’insieme di idee, pensieri e inquietudini che creavano in lui quell'estenuante stato di angoscia; era questa un’immagine legata alla sua primissima infanzia, quando, all’età di cinque anni, si trovava a trascorrere le notti da solo nella sua camera e la piccola luce accesa sul suo comodino proiettava sul muro le ombre più varie. In ciascuna di queste Edward non vedeva che diverse prospettive dell’ombra del lupo, l’immobile propaggine fisica di un’entità malefica e perennemente in agguato.

Supponiamo che tutte le paure, le insicurezze e le angosce di una persona si incarnino in un'unica immagine. Certo sarebbe una visione terrificante. E se questa immagine fosse capace di comparire in qualsiasi momento in tutta la sua spietata concretezza: chi in una situazione simile potrebbe ancora distinguere la realtà e affrontare la vita?

Colpa e dolore, ironia e paura, amore e disincanto. Due vite si scontrano, si annullano per legarsi indissolubilmente."